Carmen Consoli si confessa su amore e femminilità feriti, su Vanity Fair

gennaio 27, 2010 - pubblicato da Rossella Colapietra in Uomini, donne

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Carmen Consoli a Vanity Fair si confessa, e dichiara di non aver avuto una storia d’amore bella: “Sono state tutte fallimentari. Evidentemente non ho questo karma. Eppure credo nella fedeltà, nell’impegno, nella devozione. Ma sono stata tradita spesso, senza aver mai ricambiato”. “Non è nella mia natura. Nemmeno un musicista, ho mai tradito: lavoro con gli stessi da una vita. Comunque, stando fuori casa otto mesi l’anno, non è facile trovare un uomo che resista al mio fianco. Il telefono non basta. Ma una relazione non è la sola cosa che mi manca”.
“Mi manca il mio papà”. Suo padre, cui è dedicato il singolo “Mandaci una cartolina”, è morto lo scorso maggio. “E anche un figlio mi manca. Mi piacerebbe averne più di uno. Ho un grande senso materno. E sono convinta che li avrò, al momento giusto”. Di che cosa è più orgogliosa? “Di non aver mai rinunciato a me stessa. Sono una donna semplice. Mi piace fare la spesa con le mollette in testa, uscire con la tuta, giocare a tennis”. Gioca a tennis? “Da quando avevo sei anni. Sognavo di diventare una Sharapova. Ero considerata un talento. Finché ho messo la racchetta di traverso ed è diventata una chitarra”.
È vero che da giovane pensò di farsi suora? “Più o meno. Ho fatto elementari e medie dalle Orsoline. Ero la cocca delle suore, dicevano sempre: ‘Bedduzza Carmen, ti devi fare monachedda’. E io dicevo che volevo farmi monachedda. Poi, a 10 anni, mi sviluppai all’improvviso, e con la terza di seno per loro diventai una che doveva andare a confessarsi tutte le mattine: i ragazzi delle superiori mi guardavano, ero una fan di Madonna, la cantante, però. Cominciarono a trattarmi male. Entrai in crisi. Iniziai a balbettare, a sbagliare i congiuntivi, i condizionali. In terza media bocciarono me ed Elena, le più sviluppate. L’anno dopo andai in una scuola pubblica”.
Mai capitato di spaventare un uomo? “Non mi sembra. Sono sempre stata chiara con tutti. Semmai, dato che la paura è legata alla scarsa conoscenza, è successo il contrario: sono io ad aver avuto paura di un uomo”. “Mi spaventano il torbido, l’ambiguità, la non chiarezza di intenti. Mi è capitato spesso di incontrare uomini che ci sguazzavano. E sono scappata”.

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